Forever Young: Fausto Brizzi e i suoi attori ci presentano il film

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Forever Young: Fausto Brizzi e i suoi attori ci presentano il film

Ai vari incontri stampa per Forever Young, il nono film di Fausto Brizzi, si ride molto. Grazie soprattutto ai suoi affiatatissimi interpreti, in rappresentanza dei quali sono venuti ad accompagnare il regista il mitico showman Teo Teocoli, in una delle sue rarissime apparizioni cinematografiche, Lillo Petrolo, qua senza Greg, Lorenza Indovina, Stefano Fresi, Fabrizio Bentivoglio e i giovani del gruppo Pilar Fogliati, Emanuel Caserio e lo youtuber Francesco Sole, che mostra con orgoglio il braccio su cui si è appena fatto tatuare il titolo del film, per ricordarne le emozioni. Da qualche parte era stato avvistato anche Nino Frassica, interprete di uno spassoso cammeo da sacerdote radiofonico, che come al solito, zitto zitto, si defila. Il film racconta di un gruppo di personaggi che, ognuno a modo suo, non vogliono arrendersi all'avanzare dell'età, mettendosi in situazioni sentimentali e lavorative imbarazzanti. Fausto Brizzi lo definisce il film più cattivo che ha fatto finora. Perché?

"Sono personaggi irrecuperabili, in questo caso non poteva esserci un lieto fine. Qualcuno prova a cambiare ma sono comunque pericolosi. E sono tra noi. Ne vedo anche in questa sala". Ma qual è il segreto degli attori per restare giovani per sempre? Per Pilar Fogliati, che interpreta la fidanzata studentessa di un vispo cinquantenne ritratto da Fabrizio Bentivoglio, sta nel leggere libri che aprano la mente, mentre la bella Lorenza Indovina, con cui l'attore nel film quasi suo coetaneo ha una storia parallela, dice di non considerarsi affatto una “forever young”: “A ottobre faccio 50 anni e non mi dispiace, ho cura di me stessa e cerco di stare bene”. Lillo, il dj titolare della trasmissione che dà il titolo al film, scherza: “A me viene naturale fare l'immaturo. Come hobby dipingo miniature per aver l'alibi di fare una cosa artistica ma non appena mia moglie esce dalla stanza mi metto a fare le battaglie e a giocarci, sto messo veramente male”. E Brizzi: “Io in questo film sono il personaggio di Lillo, tanto che casa sua nel film l'ho ambientata nel mio studio perché per quanto girassi non avevo trovato un posto altrettanto infantile. Poi magari chissà, cambierò e a 70 anni sarò come il personaggio di Teo e a 70 anni andrò sui campi di tennis a rubare i punti”.

Bentivoglio: “Nemmeno io mi sento così, poi chissà, magari invecchiando diventerò anch'io come il personaggio di Teo, ma per ora è una cosa imprevedibile”. Stefano Fresi, nel film il genero tartassato dal suocero ipersportivo di Teocoli, aggiunge: “Beh, io non sono un forever young perché ho 42 anni e sto benissimo nella mia età, se penso ai 50 anni lo faccio con gioia perché vuol dire che ne avrò altri 8 da vivere”. Francesco Sole aggiunge: “pur essendo giovane volevo dire che anche noi possiamo aver paura di diventare forever young. A me fa paura quando mia madre mi manda 7 minuti di litigata in un messaggio vocale via whatsapp, ho paura di vedere mia zia in discoteca, mi fa paura vedere gente adulta alle prese con la tecnologia. Certo, questo non vale per tutti e dipende da come la si utilizza, ma mio padre non sta su Facebook per fortuna”. Gli risponde Fresi: “beh, il vantaggio è che la sgridata vocale la puoi mettere in pausa, mentre io quelle di mia madre me le beccavo tutte fino allo schiaffo finale”.

Interviene Teo Teocoli che ha una grande sintonia col suo partner di scena: “Ecco, ora sono avvilito perché Stefano ha fatto una battuta bellissima e tutti avete riso, non farlo più! Io qua sono il più vecchio in assoluto, ho 71 anni e il mio lavoro mi mantiene giovane. Sono felice di quel che faccio e ormai sono forever e basta, non mi scalfisce nulla, ho tre figlie femmine e la mia famiglia da curare, quindi non posso più essere spensierato ma vado in giro per i teatri e mi mantengo bene. E' solo questione di salute. Io sono uno che ho vissuto tante epoche, non ho fatto il cinema perché mi rompevo le palle ad alzarmi alle 6, e sono stato sempre libero, quindi non hanno fiducia in me perché è vero che mi incazzo ma son sempre stato coerente, ho anche pagato per questo. Una volta ho detto a Berlusconi: “Lei pensi a fare il geometra che a fare l'artista ci penso io”. Mi sento normale, giovanile, con tutto quello che faccio per curare la mia famiglia e il mio lavoro. Non c'è nessuno scandalo ad avere una certa età, dunque, viva i forever young".

La storia è nata come un film o avete pensato a farne una serie? Risponde Brizzi: "No, ma una serie verrebbe benissimo, è un tema molto attuale e molto serializzabile, molti dei ragazzi di oggi hanno a casa genitori di questo tipo. Comunque ci tenevo a dire che in questo momento ci sono dei buoni film italiani in sala e sto parlando della concorrenza, Lo chiamavano Jeeg Robot e Perfetti sconosciuti, perché è un cinema molto di sceneggiatura. Io ho sempre detto che i buoni film si fanno con le buone sceneggiature".

Qual è l'antidoto per saper invecchiare senza rendersi ridicoli? Risponde il regista, presto papà di una bambina dalla moglie Claudia Zanella, assente giustificata: “La famiglia è l'unico antidoto. Io preferivo mia nonna che faceva le marmellate e le cotolette a quella che manda il messaggino, preferisco i nonni che invece di andare a pilates badano ai nipotini". "Se è per questo, aggiunge Teocoli, le mie figlie ridono quando schiaccio i tasti del cellulare che ho preso con i punti dell'Esselunga, mi sopportano nella mia imbranataggine ma io sopporto loro che hanno la chat con gli amici e mia moglie, che è qua, che è una che legge i libri quando gli ultimi che ho letto io sono Il padrino e Papillon. Mia moglie è una che sul treno fa vedere il biglietto sul telefonino, io sono rimasto esterrefatto, non riesco a fare queste cose, vado sempre in giro con le monete in tasca per pagare il parcheggio e sono cose che mi piacciono ancora tantissimo".

Ma questa tendenza a voler restare giovani, riguarda più la classe borghese? “Secondo me, dice Brizzi, incide poco il ceto sociale, è una cosa diffusissima in tutte le categorie, certo di più tra i nostri politici ma credo sia trasversale e inquietante. Penso che questa epoca verrà ricordata per l'estinzione dei nonni, spero che come in Jurassic Park qualcuno tenga un embrione e li rigeneri. Non dovrebbe esserci nulla di sbagliato a invecchiare, mi fanno paura gli uomini che si tingono la barba, è una cosa che si vede. E ora non firmo più autografi da anni perché mi chiedono dei selfie, e magari ho appena finito una partita e non mi va di farmi fotografare".

Ma Teo Teocoli non è d'accordo e si rivolge agli interlocutori in questo modo: "si vede che non frequentate le periferie, a Milano sono piene di anziani che fanno una vita normalissima e stanno bene, magari hanno il telefonino per chiamare casa, ma per il resto è tutto normale. I nonni sono sempre i nonni".

Per capirci qualcosa di più e vedere da che parte state, Forever Young vi aspetta in sala a partire dal 10 marzo.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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